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Piste ciclabili in Vallagarina

Per conoscere il territorio in modo naturale e sportivo

Tutto il fondovalle lagarino è percorso, da nord a sud, dalla pista ciclabile Adige. Una facile diramazione da Rovereto raggiunge il Lago di Garda.

3805_150_1253140_bicycle.jpgLa pista ciclabile che attraversa il territorio di Rovereto corre a fianco dell’Adige. Questa è la parte centrale del più lungo percorso che, sempre in bicicletta, permette di raggiungere sia Verona che Bolzano. E’ possibile raggiungere anche il Lago di Garda sempre su pista ciclabile.

Da Besenello a Rovereto fino a Borghetto

Dal paese di Besenello si prosegue verso Rovereto. Giunti al km 42,826 della ciclabile, si attraversa il ponte che ci porta sulla destra arginale del fiume Adige, seguendo la quale si costeggia un tratto di autostrada A22, che ci accompagna fino alle porte del paese di Nomi.
Poco prima di attraversare il ponte di Nomi che ci riporta sull'argine opposto del fiume, incontriamo un'area di sosta attrezzata con "Bicigrill", punto di ristoro, d'informazione e di assistenza logistica per ciclisti.
Siamo al (km 46,000) e per altri quattro chilometri proseguiamo lungo l'argine sinistro del fiume, costeggiando le campagne coltivate a vite e frutteti, che lambiscono il paese di Volano.
Giunti nei pressi di S. Ilario, piccola frazione alla periferia nord di Rovereto, si affronta lo stretto e breve sottopasso incassato nella spalla del ponte (km 49,987), che attraversa il fiume Adige; da questo punto in poi, la pista ciclabile si allontana momentaneamente dalla sponda del Fiume, per imboccare il tratto di strada promiscua che transita in località Val di Riva, un'ampia plaga coltivata a vigneto e alberi di ciliegio, deturpata purtroppo dalla presenza di un'imponente viadotto che vi transita sopra, sospeso su enormi pilastri in cemento armato.
Oltrepassato un'officina di carrozzeria, presente nelle vicinanze della grande rotatoria stradale, si svolta subito a destra per imboccare la stretta strada che ci accompagna alla pista ciclabile posta sull'argine del fiume (km 51,146).
Questo tratto è stato realizzato recentemente per dare una logica continuità al tracciato ciclopedonale, che trova così la sua ideale continuità e posizione lungo l'asta del fiume Adige, senza così dover interferire e scendere a compromessi con la viabilità cittadina.
Al ponte situato nei pressi della cartiera (km 53,343) ci attende "l'opera ciclica", una rappresentazione monumentale dell'artista trentino Paolo Colombini, inaugurata nel 2006, raffigurante il ciclista che affronta i tre diversi andamenti della strada " salita, discesa e pianura ", un omaggio agli appassionati delle due ruote che frequentano in gran numero le ciclabili del Trentino.
Affrontiamo il sottopasso alla strada S.P. n°45, e riprendiamo a pedalare sul tomo arginale che in breve ci porta nella piazza di Borgo Sacco, grazioso sobborgo alla periferia di Rovereto, che ha mantenuto inalterato il suo aspetto di villaggio fluviale, un tempo importante punto di attracco per le zattere che trasportavano legname e mercanzie lungo il fiume Adige.
Dalla piazza di Borgo Sacco, si può raggiungere con breve tratto in salita, la sommità del "Colle Ameno", un piccolo promontorio roccioso, dove una piccola passerella ci consente comodamente di attraversare la sottostante strada comunale che porta nei pressi della manifattura tabacchi.
Dalla passerella si ridiscende sull'argine del fiume, dove si riprende la ciclabile che brevemente ci porta alla foce del torrente Leno, dove raggiungiamo il ponte che ci porterà sul lato opposto del torrente, in prossimità di un campo addestramento per il tiro con l'arco (km 54,464).
Giunti a questo punto, si può optare per una visita alla città di Rovereto, facilmente raggiungibile dalla ciclabile realizzata dal Comune, sull'argine destro del torrente Leno, che porta fin quasi sotto le mura del castello.
Rovereto è una città da visitare, ricca di interessanti spunti conoscitivi, patria dell'artista Fortunato Depero, grande esponente della corrente Futurista; da non mancare è la visita al nuovissimo polo museale del MART, come al museo della guerra, ricco di reperti e documentazioni storiche, risalenti ai due conflitti mondiali.
Tornando al nostro itinerario, dopo aver attraversato l'antico rione di Borgo Sacco e superato il ponte delle Zigherane situato sul torrente Leno, ci si riporta lungo il fiume Adige, fino a raggiungere lo sbarramento ENEL situato in località Mori Stazione (km 58,070).
Al km 60, lungo la sponda destra del Canale Montedison, si diparte la pista ciclabile che, attraverso l'abitato di Mori, porta al Lago di Garda ( km 13,00) e che descriveremo più avanti. All'altezza dell'ex stabilimento Montedison si passa in riva sinistra attraverso il ponte sull'Adige da dove si prosegue lungo un tratto che inizialmente costeggia l'autostrada del Brennero A22 e poi la ferrovia Verona Brennero, fino al paese di Chizzola, raggiungibile sulla sponda destra attraverso un ponte stradale. Ora la pista passa in destra orografica del Fiume Adige, attraversando i vigneti della bassa Vallagarina, fino a raggiungere il paese di Pilcante. Da questo paese, la ciclabile prosegue a lato della strada provinciale SP 90 destra Adige in direzione sud, fino allo sbarramento ENEL situato all'imbocco del canale Biffis ( km 72.788) .
Superato lo sbarramento ENEL, si svolta a sinistra, dove percorrendo sempre la pista ciclabile, si aggira lo svincolo autostradale di Ala-Avio, per poi continuare attraverso le campagne e i vigneti situati a lato fiume verso sud in direzione Vò Destro.
Si passa attraverso l'abitato di Vò Destro, frazione di Ala, dominato sull'orizzonte dalla mole del Castello di Sabbionara d'Avio, che merita una visita, sia per la sua bellezza, sia per il panorama che offre dall'alto del suo mastio.
Mancano ancora 5 chilometri al termine della pista ciclabile della Valle dell'Adige, da percorrere tutti sull'argine del fiume Adige.
Infine si giunge al piccolo paese di Borghetto, dove la ciclopedonale della valle dell'Adige, termina il suo percorso in corrispondenza del confine con la provincia di Verona, dove il ciclo computer della nostra bicicletta, fa segnare la distanza percorsa di km 80,680.
Ad indicare il confine, è presente inoltre un vecchio cippo in pietra risalente alla fine dell'ottocento, portante inciso sui due lati le iniziali di Italia ed Austria, a ricordo di un'epoca passata, dominata ancora da monarchie ed imperi.

Da Mori a Nago, verso il Lago di Garda

Il percorso prende avvio direttamente dalla pista della Valle dell’Adige, nel tratto Rovereto sud che costeggia il canale artificiale, subito a valle dello sbarramento ENEL di Mori (km 0,000).
Si è in aperta campagna e la stradina a traffico promiscuo, procede da subito risalendo il versante della collina su cui spicca ben visibile il campanile della chiesetta di San Biagio, un classico esempio di architettura in puro stile romanico risalente al XII secolo, per dirigersi verso le frazioni di Seghe Ultime e Seghe Prime.
Percorsi circa 700 metri, si arriva a ridosso della Strada Statale SS240 , si svolta a sinistra sulla stradina d’ingresso al piccolo nucleo di case che affianca la statale e, seguendo la segnaletica presente, si raggiunge a breve distanza la pista protetta che aggira l’ampia zona sportiva di Mori.
Attraversato il sottopasso alla strada statale, ci attende un breve strappo in salita che rapidamente ci porta nella zona residenziale di Mori dove è già presente una viabilità ciclopedonale interna che conduce verso il centro del paese; (alla nostra destra si staglia in alto il Santuario di Monte Albano, caratteristico per il suo vistoso orologio).
Oltrepassato l’abitato di Mori, il percorso segnalato porta sulla strada statale N°240, in prossimità di un incrocio, che si attraversa prestando molta attenzione a causa del traffico intenso che vi transita.
Sul lato opposto della statale, un breve tratto promiscuo porta al bivio per Sano ( km 3.075); quì si imbocca sulla destra la ciclabile che costeggia il canale rio Cameras, attraversando una plaga coltivata a vigneto e piantagioni di grano turco.
Dopo circa 3 km di piacevole e rilassante pedalata, si raggiunge la piccola frazione di Loppio, impreziosita dalla bella dimora dei Castelbarco. Poco prima è presente sulla desta lo svincolo per la S.P.88 che conduce in Val di Gresta, rinomata valle per la coltivazione e vendita di prodotti agricoli biologici.
Proseguendo sulla pista, che ora affianca la S.S.240, la valle si restringe tra le montagne e s’incomincia ad intravedere la tipica vegetazione dell’area paludosa di Loppio, di quello che fino agli anni 50 era un incantevole lago poi prosciugatosi in seguito ai lavori della galleria Adige-Garda, ed ora sito protetto in quanto biotopo.
La ciclabile costeggia il lago addentrandosi in un tratto di bosco oltre il quale si riprende a salire, ricalcando il sedime della ex ferrovia MAR (acronimo di Mori-Arco-Riva del Garda), ma la fatica è ricompensata dallo spettacolare panorama che si può ammirare dalla sommità del muraglione in pietra calcarea ancora oggi perfettamente integro, che un tempo sosteneva il rilevato ferroviario.
Poche centinaia di metri, tutti in salita, ci separano dal passo di San Giovanni ( km9.130), punto di confine tra le due vallate; non a caso, sul passo ci accolgono siepi di oleandri, pittospori e cipressi, chiaro segno dell’influenza del clima gardesano.
La pista, si addentra nella valle con un percorso divertente, alternato da saliscendi, curve e tornanti, accompagnandoci nella sottostante piana di Nago, un vero e proprio poggiolo naturale che si affaccia sul lago di Garda.
» continua nel Garda Trentino...

(Testo tratto dal sito www.ciclabili.provincia.tn.it)

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