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(16) Strutture ricettive

Le fortezze dell'Imperatore

Un viaggio nella storia

In vista del conflitto con l'Italia, tra il 1907 e il 1914 gli austro-ungarici realizzarono sugli altipiani di Folgaria, Lavarone, Luserna sette poderose opere fortificate.

A partire dal 1907, prevedendo uno scontro militare con l’Italia sui confini meridionali dell’impero, gli austroungarici diedero via ad una massiccia fortificazione degli Altipiani, costruendo fortezze inespugnabili, il meglio dell’ingegneria militare del tempo. Possenti teleferiche collegarono le linee fortificate con le retrovie della Val Lagarina e della Valsugana. Dal 24 maggio 1915 un mare di fuoco si riversò sugli Altipiani, ed iniziò quella che fu chiamata la “Guerra delle Fortezze”.
Lungo la cintura dei Forti sono stati allestiti vari percorsi e trekking dedicati ai camminatori di montagna, agli appassionati di storia e ai bikers.

Forte Gschwent-Belvedere di Lavarone
“Per Trento basto io!” era il motto di cui si fregiava, a significare che da solo bastava a difendere la città dal pericolo italiano. Mantenne fede al suo impegno anche perchè, a parte i bombardamenti dei primi giorni di guerra, non subì attacchi diretti. Fu costruito tra il 1908 ed il 1914 con il compito di controllare la Val d’Astico che si apre a strapiombo sotto di esso. Tra le 7 fortezze della cintura fortificata degli Altipiani (il “fronte dei forti”) è l’unica sfuggito all’opera demolitrice degli anni Trenta, attuata dal regime fascista nell’ambito della campagna “Ferro alla Patria”, grazie all’intervento di Re Vittorio Emanuele III che volle che almeno una rimanesse in piedi, a memoria per le generazioni future. Il Forte è dotato di nuovi ed emozionanti allestimenti multimediali che rievocano scene di vita quotidiana all’interno della struttura durante il conflitto.
Info: tel./fax 0464 780005, fortebelvedere@libero.it, www.fortebelvedere.org

Forte Cima Vezzena
Per la sua posizione strategica (m. 1908) era chiamato “l’occhio degli altipiani”. Era infatti un forte-osservatorio d’artiglieria e come tale svolgeva una funzione fondamentale per l’intera linea delle fortezze. Armato di mitragliatrici in cupole corazzate fisse e girevoli, Forte Cima Vezzena è un esempio dell’arditezza costruttiva austroungarica: è stato infatti costruito sul bordo di un precipizio, scavando la vetta della montagna al punto da sostituirsi alla stessa. Dallo spiazzo davanti al forte si può godere di uno dei più bei panorami del Trentino.

Forte Busa Vèrle
Sorge a quota 1554 m. sull’altura posta ad est di Passo Vezzena. In coppia con la fortezza-osservatorio di Cima Vezzena aveva la funzione principale di sbarrare l’accesso agli Altipiani dalla Val d’Assa, cioè da Asiago. Armato con 4 obici da 100 mm, 4 da 60 e 2 da 80, sparò contro le linee italiane più di ventimila proiettili. A sua volta venne però duramente bombardato dalle artiglierie di Forte Verena e dalle postazioni mobili di Campomolón. E’ conosciuto per aver ospitato nella guarnigione di presidio lo scrittore austriaco Fritz Weber e il regista-alpinista altoatesino Luis Trenker.

Forte Lusérn
Forte Lusérn (o Forte Cima Campo) venne costruito fra il 1911 ed il 1914 con la funzione di controllare assieme al Forte Busa Verle la testata superiore della Alta Val d’Assa. In concerto con il forte-osservatorio di Cima Vezzena e con il presidio fortificato del Bassòn fungeva inoltre da pilastro della cosiddetta “trincea d’acciaio”, un dispositivo di difesa contro cui nell’agosto del 1915 si lanciarono inutilmente i fanti italiani, lasciando sul terreno l’enorme tributo di 1048 perdite fra morti, feriti e prigionieri.

Forte Sommo Alto
In coppia con forte Dosso delle Somme, costituiva uno dei capisaldi del sistema fortificato degli altipiani. Disposto su tre piani, era munito di 3 cupole girevoli in acciaio, 2 obici da 150 mm, cannoni di piccolo calibro e 20 postazioni di mitragliatrice. Una rete di trincee, reticolati e campi circondavano la fortezza.

Forte Cherle
Rappresenta il terzo caposaldo armato dell’altopiano folgaretano. Era fornito da 6 obici da 100 mm montati su torrette girevoli, di un osservatorio blindato, di 2 cannoni da 60 mm e di una serie di postazioni per mitragliatrice. Nei pressi si trovano i resti del cimitero delle fortezza, la misteriosa “scala dell’imperatore” e l’ex ospedale militare.

Forte Dosso delle Somme
Costruito negli anni 1907-14, è strutturato su tre corpi di fabbrica collegati con gallerie scavate nella roccia. Una copertura in calcestruzzo e putrelle di ferro dello spessore di 2 metri e mezzo proteggeva la struttura fortificata dai tiri delle artiglierie italiane del Pasubio. L’armamento era di 4 obici da 100 mm montati su cupole girevoli e da 22 postazioni di mitragliatrici.

La Scala dell’Imperatore
E’ una lunga scala di pietra che si stacca dalla strada asfaltata, in prossimità di Forte Cherle, e che sale il ripido versante boscato dell’altura sulla cui sommità si trovano i resti dell’ospedale militare. E’ conosciuta come Scala dell’imperatore poichè sembra sia stata costruita in onore del principe ereditario Carlo d’Asburgo, in occasione di una sua visita al fronte.

I cimiteri militari
A valle del cimitero civile, nel centro del paese, Folgaria raccoglie i resti di 2.503 soldati austroungarici disposti in quattro grandi cripte di marmo. A Lavarone il cimitero è ubicato in prosimità della frazione Slaghenaufi, in una suggestiva cornice naturale, a monte del piccolo centro abitato, ove riposano i resti di 750 caduti, tutti austroungarici. Il cimitero militare di Luserna si trova infine in località Costalta, a circa 2 Km dall’abitato, lungo la strada del passo Vezzena. Il luogo è dominato da una croce di legno, eretta nel 1962 per interessamento di un ex combattente austriaco, Conrad Rauch. E’ un cimitero mist accoglie le spoglie sia di soldati austroungarici che italiani, questi ultimi quasi tutti caduti della battaglia del Bassòn, 24-25 agosto 1915.


 

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