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(19) Strutture ricettive

Enogastronomia

Accanto ai piatti tipici della tradizione culinaria trentina, la Val di Fiemme offre numerose specialità locali

3237_150_AF0789folclore_e_gastronomia.jpgLa cucina della Val di Fiemme è indissolubilmente legata alle vicende storico-culturali che hanno caratterizzato queste terre nei secoli scorsi.
In passato queste zone basavano la loro economia sull'allevamento e sull'agricoltura coltivando il frumento, il grano saraceno, il farro, il miglio e il sorgo. Successivamente a tali produzioni alimentari si venne ad aggiungere l'uso della patata, nonché quello dei crauti che arrivarono a seguito dell'influenza germanica nella zona.
Nei dolci era molto diffuso l'utilizzo del papavero che cresceva spontaneo oppure veniva coltivato, mentre il condimento era rappresentato dal burro, ma ancor più dello strutto derivato dall'allevamento del maiale, molto diffuso.
La cucina della Val di Fiemme viene ulteriormente arricchita grazie alla stretta contiguità e ai contatti col mondo tirolese. Negli ultimi decenni dell’800 l'uso di materie prime, infatti, va ad arricchirsi con ingredienti ed influssi provenienti dalle varie regioni dell'Impero Austriaco. 

Oggi, accanto a pietanze di tradizione mitteleuropea, come i canederli, troverete abbinate ricette locali come "l'orzet" e gli "strangolapreti", gnocchetti di verdure e pane che le credenze popolari vollero come pietanza preferita dagli alti prelati riuniti a Trento nel cinquecentesco Concilio. Un altro piatto da provare sono i canòcei, tipici ravioli ripieni a forma di mezzaluna. In un crescendo di sapori compaiono i funghi, la cacciagione, le carni cucinate in vari modi e i formaggi o i salumi accompagnati dalla polenta fumante, gialla o nera. Molti dolci hanno in comune la mela, fra tutti il più famoso è lo strudel che può essere servito caldo con la panna montata. Meritano un assaggio poi le famose "Fortaie", una specie di frittata servita con mirtilli rossi e zucchero a velo.

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