Piste ciclabili
Splendidi paesaggi e vedute panoramiche pedalando lungo i percorsi ciclistici
Arco - Marocche
Dal centro di Arco in direzione Nord, due sono i percorsi possibili: dalla località Prabi fino al paese di Ceniga, seguendo l'argine destro del fiume, su stradina asfaltata a traffico promiscuo che scorre ai piedi delle falesie d'arrampicata. Quasi 2 chilometri dopo si può osservare la vecchia chiusa sul canale Fitta. 200 metri più a nord sorge l'eremo di S. Paolo del XII secolo nascosto dalla vegetazione, ma a pochi metri dalla strada. Al termine dell'asfalto (dopo 3 chilometri circa dal ponte di Arco) il ponte romano segna l'ingresso nel paese di Ceniga.
L'altra variante è costituita dalla pista ciclabile da poco ultimata. Prima di attraversare il ponte sul Sarca si imbocca la pista ciclabile sita sulla destra orografica del fiume, la si percorre per circa duecento metri fino ad imboccare il ponte pedonale-ciclabile e, superato lo stesso, si imbocca subito a sinistra la pista asfaltata. Arrivati nei pressi dell'abitato di Ceniga una passerella a sbalzo sul Sarca permette di superare agevolmente la strada statale e di immettersi sulla strada provinciale che attraversa l'abitato di Ceniga e prosegue per Dro.
A questo punto si può scegliere: se continuare su strada comoda ma trafficata, superando il cavalcavia della S. P. 84 per Drena e proseguendo per poco più di 1 chilometro in leggera salita, fino al cartello indicatore del percorso ciclabile che si addentra a sinistra (per chi procede verso nord) su una stradina secondaria; oppure, a 650 m circa dal centro di Dro (località Le Giare) si continua su sterrato fino al sotto passo sulla S. P. 45 bis. Di qui si prosegue per stradine secondarie poco o nulla trafficate per circa 300 m fino a immettersi su quella che conduce alla centrale dell'Enel di Dro. In entrambi i casi ci s'immette sulla strada secondaria che costeggia il fiume Sarca delimitando il confine del biotopo delle Marocche di Dro fino alla centrale idroelettrica di Fies. Circa 1 chilometro a sud della centrale un sentiero sterrato verso est si inoltra nel biotopo diretto al lago di Cavedine. Alla centrale di Fies termina, per ora, il percorso ciclabile parzialmente realizzato, che in un prossimo futuro garantirà il collegamento con il paese di Cadine alle porte di Trento.
Nago - Torbole - Arco
Il percorso scende per la vecchia strada "Nago-Torbole" (volendo fare una sosta, seguire le indicazioni per il parco ricreativo "Le Busatte", zona tranquilla dotata d'impianti sportivi possibilità di ristoro e giochi per bimbi). La discesa termina nel piazzale della piazza di Torbole, rinomato centro turistico estivo sulle rive del Lago e patria degli amanti del windsurf e della vela. Si prosegue fino al ponte del fiume Sarca dove si raccorda con la pista ciclabile Torbole-Cadine e Torbole-Riva. La pista ciclabile è stata realizzata nel tratto Torbole-Arco-Dro. Il percorso si sviluppa nella zona che il Garda ha fortemente influenzato sia nel clima che nel paesaggio naturale, imprimendone caratteristiche quasi mediterranee.
Lasciato l'abitato di Torbole, prima di imboccare la pista ciclabile, una breve derivazione sull'argine sinistro del fiume porta alla foce del Sarca, dall'accesso di Torbole si attraversa il ponte sul fiume imboccando il sentiero sterrato sull'argine sinistro che porta alla foce (m 500 dalla pista ciclabile). Al ponte sul Sarca una segnalazione (sulla destra arrivando da Torbole) indica l'inizio della pista ciclabile (accesso da Torbole) che costeggia l'argine destro del fiume. Ha inizio una piacevole pedalata su fondo asfaltato con finitura in ghiaino che scorre tra gli oleandri e la vegetazione riparia, dove si possono ammirare interessanti specie d'avifauna. Numerosi punti di sosta dislocati lungo tutto il percorso invitano ad ammirare con calma il paesaggio circostante, sempre lambito da una piacevole brezza. Per un brevissimo tratto asfaltato la pista diventa a traffico promiscuo (in realtà poco o nulla trafficata).
Da lì si stacca una prima deviazione su strada interpoderale che si dirige sotto le rupi del Monte Brione, in località Linfano. La strada ritorna verso il lago per uscire sulla S.S. 249 sempre in direzione Garda. Il Monte Brione, rilievo isolato a ridosso del Garda, è biotopo protetto. Le montagne che delimitano la zona sono ad Est il Monte Stivo (m 2059) ad ovest i monti di Ledro mentre a nord si distinguono sempre più nitidamente la rocca di Arco sullo sfondo dei monti Biaina, Brento e Casale.
Nel punto in cui la pista affianca la S.S. 249 è possibile lasciare la pista ciclabile per addentrarsi nelle stradine secondarie che si dirigono a est in mezzo alle campagne e raggiungere l'abitato di S. Tommaso, sviluppatosi lungo la S.S. 45 bis di collegamento tra Riva e Arco. Continuando a lato della pista si trova un'area attrezzata con parco giochi; dopo poche centinaia di metri il tratto ciclabile termina nei pressi del campo sportivo (accesso da Arco). Risalendo il borgo fortificato di Arco e superata una splendida macchia di olivo si perviene al Castello di Arco. Arroccato e vigile controlla la stretta settentrionale della valle del Sarca. Un'altra gradevole passeggiata potrebbe essere quella che conduce all'olivaia con tappa naturalistica all'arboreto di Arco (sezione staccata del Museo Trentino di Scienze Naturali) un giardino botanico ricco di specie tipiche dell'area mediterranea e di altre specie rare ed esotiche.
Mori - Nago Torbole
Questo percorso scorre per quasi 16 km dal paese di Mori, affacciato sulla Vallagarina attraverso il solco del Lago di Loppio, e il valico di Passo S. Giovanni, fino alle foci del fiume Sarca presso Torbole. Il percorso ciclabile Mori-Torbole ha inizio dal ponte della stazione F. S. di Mori costeggiando per un tratto la riva sinistra dell'Adige. Dopo l'attraversamento percorre la stradina lungo il canale Biffis in coincidenza con un tratto della pista Valle dell'Adige sud, dalla quale si stacca presso il depuratore di Mori per dirigersi verso il paese attraversando le località Seghe Prime e Seghe Ultime. Superata un'area di sosta con fontana e la località Seghe Ultime, si prosegue su di un tratto a traffico promiscuo (accesso da Mori) verso il centro del paese. Ben visibile su una rampa che sovrasta l'abitato si erge il santuario della Madonna di Monte Albano con il campanile caratterizzato da un grande orologio. Dal centro storico di Mori seguendo le indicazioni su di un'antica mulattiera acciottolata in salita percorribile a piedi in 10 minuti circa, si raggiunge il santuario. Sulla parete rocciosa alle spalle del santuario è allestita la via ferrata di Monte Albano, tra le più conosciute ed apprezzate delle Prealpi.
Tratto Mori - Lago di Loppio. Nella periferia est del paese di Mori un bivio (sulla sinistra per chi procede verso il Garda) conduce all'altopiano di Brentonico. La pista ciclabile prosegue invece parallelamente alla strada statale fino alla frazione di Loppio (accesso da Loppio). La strada che da nord scende sulla strada statale lungo i fianchi della montagna proviene dalla Val di Gresta, località rinomata per l'agricoltura biologica di ortaggi, estesa su gradoni di origine glaciale tra i monti Stivo, Creina e Biaena. Tra le poche case di Loppio spicca Castelbarco. L'attraversamento della strada statale avviene proprio in corrispondenza del palazzo di Castelbarco con comodo sottopasso dedicato al traffico ciclabile: da qui la pista prosegue e s'inoltra nell'alveo del Lago di Loppio dove ricalca il vecchio percorso della ferrovia che un tempo collegava Mori, Arco e Riva. Giunti al Passo S.Giovanni (piazzola di sosta sulla sinistra) si attraversa il piazzale dell'albergo e si imbocca nuovamente la pista ciclabile che porta nel centro dell'abitato di Nago.
Da qui poi vi è la possibilità di scendere a Torbole attraverso la strada vecchia interamente asfaltata o, seguendo la direzione per l'Altissimo, la strada parzialmente sterrata che porta al parco delle Busatte. Per gli amanti della mountain bike inoltre vi è la possibilità di utilizzare la vecchia strada romana (l'imbocco è sito subito dopo il parcheggio panoramico sulla strada statale che scende verso Torbole) e che conduce senza difficoltà in località Pratosaiano in direzione di Arco. Attualmente protetto come biotopo il Lago di Loppio è l'area umida più vasta del Trentino. In corrispondenza di Nago, il paesaggio comincia ad aprirsi sull'Alto Garda, zona meridionale del Trentino fortemente caratterizzata dalla presenza del Lago di Garda che ne influenza gli aspetti naturalistici permettendo lo sviluppo di una vegetazione di tipo mediterraneo. Nago, con il suo pittoresco centro storico, è un ottimo punto di partenza per il Monte Altissimo, su sentiero facile e ben segnato percorribile anche in mountain bike.
Poco distante dal paese si possono ammirare i ruderi di castel Penede che si affaccia sul lago di Garda dall'alto di una rupe (m 285). Dall'accesso di Nago seguendo le indicazioni si sale prima su asfalto poi su sterrato fino ai ruderi del castello. Un'interessante deviazione naturalistica - geologica è quella che conduce alle Marmitte dei Giganti (segnalate da cartelli sulla strada), cavità rotondeggianti dell'epoca glaciale, originatesi dall'azione erosiva di alcuni massi, così denominate per la forma somigliante a grossi pentoloni.
Nago - Torbole - Riva del Garda
L'accesso alla pista ciclabile che unisce Torbole a Riva è sito appena superato il ponte sul fiume Sarca a Torbole (accesso da Torbole). La pista attraversa la zona della spiaggia e poi scorre parallela alla strada statale a sbalzo sul lago. La pista ciclabile consente di evitare l'attraversamento della prima galleria paramassi e della galleria successiva posta subito prima del Porto S. Nicolò a Riva del Garda, andando ad immettersi direttamente nel parcheggio del porto stesso. L'attraversamento della statale riporta sulla pista ciclabile realizzata dal comune di Riva.
E' attraversato da un tratto del Sentiero della Pace, il tracciato che segue lo sviluppo del fronte austriaco della Prima Guerra Mondiale, dal Passo dello Stelvio alla Marmolada, per 500 chilometri. Il luogo è infatti ricco di forti e postazioni militari erette dagli austriaci che ne riconoscevano l'importanza strategica per l'accesso al Trentino. Il percorso ciclabile attraversa S. Alessandro. Anche se il percorso ciclabile evita il centro di Riva e predilige le stradine più tranquille in mezzo alla campagna una sosta a Riva del Garda è decisamente consigliabile. Importante stazione turistica e per questo dotata di grande ricettività, è climaticamente privilegiata per l'influsso del lago.
La cittadina, che si affaccia sulle rive del Garda dominata dal monte Rocchetta, ha un centro storico raccolto e pittoresco, sovrastato dalla Torre Apponale eretta a difesa del porto nel XIII secolo. Raggiungibile in bicicletta pochi chilometri a ovest di Riva la spettacolare Cascata del Varone, che precipita da un'altezza di 87 metri in una gola chiusa nella roccia. La pista ciclabile termina alla periferia nord di Riva in località Rione Degasperi da dove si può proseguire su strada trafficata (corsia riservata alle biciclette nei due sensi di marcia) fino ad Arco.