Infotrentino

(0) Strutture ricettive

Castello di Flavon

Flavón fu culla dell’omonima potente famiglia che dominava sul Contà (XI-XIII sec.), il Contado, il feudo un tempo autonomo dal principe vescovo di Trento e dipendente direttamente dall’Impero.
Disteso su un vasto pianoro coltivato a frutteto, mostra diverse case signorili, come Palazzo Spaur (numero civico 8), costruito nel 1659 per volere del conte Leone Cristoforo Spaur, famiglia che succedette ai Flavón; il loro stemma è visibile sul muro di fronte al palazzo.
Anche nella monumentale chiesa arcipretale della Natività di San Giovanni Battista v’è la presenza di questa nobile casata, gli Spaur (Spor) da Flavón, estintasi sul finire dell’Ottocento: nella cappella laterale è conservata una lapide funeraria che Bartolomeo Spaur fece realizzare per i suoi discendenti nel 1554.
Nei pressi del cimitero, una strada poi sentiero nel bosco guida ai ruderi di Castel Flavón, passando per una cappella funeraria voluta da un rappresentante degli Spaur, la contessa Elena, per custodirvi le spoglie del marito.

Il castello appartenente inizialmente ai Conti Flavón(XII sec.), passò alla nobile famiglia Coredo di Castel Valer, quindi agli Spaur; posto di fronte e alla stessa altimetria del rinascimentale Castel Nanno, controllava la strada detta “de fero” che si snodava da una sponda all’altra del Torrente Tresenga. Abbandonato nel Seicento, mostra solo, nascosti dal bosco, alcuni spezzoni di muro, parte del ponte levatoio e della torre posta sull’estremità del rilievo: le sue pietre vennero utilizzate per costruire in paese il palazzo della famiglia Spaur.
Oggi si presenta dunque in pochi ruderi, ma grande e importante doveva apparire durante i suoi secoli d’oro; di esso abbiamo un ricordo dai disegni conservati nel Codice Brandis (raccolta di vedute e castelli del Trentino-Alto Adige, XVI-XVII sec.) e da un acqurello della pittrice viaggiatrice inglese, Johnna Von Isser Grossrubatcher (Die Burgen von Tirol). Sono poi recentemente venute alla luce poche monete, resti di scodelle in ceramica, mattonelle da stufa, frammenti di vetri tondi da finestra.

I Flavón, famiglia nota ancora nel 1004 all’epoca dell’imperatore Enrico II, furono tra i primi nobili a ricoprire la prestigiosa carica di “avvocati del principato”, esercitando per conto del principe vescovo il potere temporale-amministrativo civile e militare. Nell’arco di poco più di tre secoli riuscirono a possedere beni vasti e importanti, soprattutto nelle valli del Noce e nelle Giudicarie: al di fuori del Trentino, nel 1219, vengono in possesso del castello di Haselberg, a controllo della strada tra Bolzano e Merano, castello che ancor oggi porta il nome di Castel Flavón.
Verso la fine del XIII secolo cominciava però anche per loro l’erosione dei feudi, a causa delle prepotenze del Conte del Tirolo, Mainardo II, nei confronti dei Conti Flavón, ma anche a danno dei beni del Principato di Trento. Nel 1288 i Conti Flavón perdono titoli e feudo scomparendo per sempre dalla scena politica.
Nei pressi del cimitero di Flavón s’imbocca via Masi e si prosegue lungo il medesimo sentiero (indicazioni, 40 min.).

 

I tuoi preferiti  
cancella tutti