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Cultura

Altopiano di Piné e Valle di Cembra: terre di antiche tradizioni

Due realtà geograficamente vicine ma profondamente diverse per tradizione, usi e costumi e soprattutto per conformazione.

1652_150_1129.jpgNumerosi castelli, chiese e palazzi recentemente restaurati e riportati allo splendore di un tempo ci accompagnano in un viaggio nella storia di queste terre.

Nel dolce Altopiano di Pinè si respira un’atmosfera di spiritualità per la presenza del Santuario di Montagnaga, dove Maria apparve ad una pastorella, meta di pellegrinaggi e raccoglimenti da più di 250 anni.

La Valle di Cembra invece con le sue ripide gole di roccia porfirica è un ambiente che fa intuire la fatica ed il sacrificio che l'uomo ha sopportato, per vivere e coltivare una zona d'agricoltura avara come questa.
I fianchi della montagna, fin quasi al greto del torrente sono, infatti, allestiti a terrazzi dove si coltivano da sempre le viti soprattutto di Müller Thurgau e di Schiava e grappe pregiate.

In tutta la Valle di Cembra la fonte principale del reddito deriva dall'industria del porfido, cosiddetto “oro rosso”.
Non mancano, anche se in minor numero in questi ultimi anni, gli addetti alla lavorazione del legname ed al commercio. I boschi di Segonzano forniscono infatti ottimo legname di pino, abete e larice che, lavorato nelle segherie del luogo, dà materiale pregiato per falegnamerie e carpenterie.

Il famoso pittore tedesco Albrecht Dürer attraversò la Valle di Cembra nel 1494; un interessante percorso ripropone un interessante viaggio nel passato.


 

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